Come si mantiene il piatto basso Parte II - Jennifer Harman

Posted on March 5th, 2010 in Strategia by admin
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Al flop è uscito J-9-3 con due quadri. Avevo la coppia alta con un buon kicker ma il board presentava anche una possible scala e un colore, quindi non avevo intenzione di far lievitare il piatto. Ho fatto check e il giocatore di bottone ha puntato due terzi del piatto.

Il mio check poteva anche indurre il mio avversario al bluff da quella posizione, soprattutto se pensava che avessi una mano come A-K oppure A-Q. Considerando che era in bluff oppure giocava un draw, ho deciso di chiamare.

Al turn è uscito un 5: non era di quadri e molto probabilmente non lo aiutava in nessun modo. Anche qui ho scelto di mantenere il piatto piccolo e ho deciso di fare check. Se avessi puntato e il bottone aveva un draw molto forte, è probabile che avrebbe rilanciato per farmi uscire dal piatto. Mi piaceva la mia mano però non abbastanza da investire troppe chips.

Dopo il mio check, il bottone ha puntato di nuovo, e io ho chiamato. Al river è uscito un 2 ininfluente, quindi non aveva chiuso né la scala né il colore. Nonostante fossi convinta di avere il punto migliore, ho comunque deciso di fare check.

Perché? C’era una piccola possibilità che il mio avversario avesse chiuso un tris oppure una doppia ed era meglio fare un check-call invece di trovarmi in una situazione difficile se lui avesse fatto un grosso rilancio. Inoltre, se non aveva nulla, il mio check poteva indurlo al bluff al river.

Alla fine il mio avversario ha optato per un check e ho vinto il piatto con il mio K-J. Non ho vinto un grosso piatto ma allo stesso tempo non ho nemmeno rischiato di perdere molte chips. Tutte le decisioni che ho dovuto affrontare erano semplici in virtù del fatto che il piatto è rimasto piccolo.

Articolo scritto da Jennifer Harman per Full Tilt Poker