Strategia: Rilanciare è meglio … che chiamare Parte II

Posted on June 23rd, 2010 in Strategia by admin
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Fare un brutto call però è quasi sempre peggio che fare un brutto fold.

Quando hai dei dubbi, ascolta quella vocina nella testa che dice “fold, fold, fold”. Anche se poi scopri che passare la tua mano non è stata la mossa giusta da fare, è sempre peggio fare una brutta chiamata e perdere tante chips.

Solo i grandi giocatori sono capaci di fare dei fold importanti; alcune volte può capitare di passare la mano vincente. Se non sai con sicurezza cosa fare con le tue carte, chiediti se è il momento opportuno per mettere tutte le chips nel piatto.

Il giusto equilibrio tra le mosse ragionate e quelle aggressive ti permetterà di migliorare i tuoi risultati. Personalmente preferisco essere uno di quei giocatori che rilanciano, piuttosto che uno di quelli che si limitano a chiamare…

Articolo scritto da Roy Winston ” The Oracle” per Full Tilt Poker

Strategia: Rilanciare è meglio …. che chiamare Parte I

Posted on June 19th, 2010 in Strategia by admin
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A meno che tu non abbia un monster draw oppure stia facendo ‘slow play’ con una grossa mano, chiamare è spesso la decisione sbagliata. Infatti spesso occorre una mano più forte per chiamare che per rilanciare.

Una delle domande che sento spesso mentre mostro la mia mano è “hai rilanciato con questa mano”? Puoi rilanciare con qualsiasi mano però per fare una semplice chiamata devi avere belle carte.

Quando sono uno degli ultimi a parlare e il giocatore prima di me rilancia, penso subito al fatto che stavo giusto per farlo io. Il fatto è che rilanciare in un piatto dove non c’è stata nessuna chiamata o rilancio ti mette in una posizione di controllo, mentre chiamare un rilancio non è una buona decisione per diversi motivi.

Per prima cosa probabilmente ho una mano inferiore a quella del mio avversario. Ho perso la possibilità di prendere l’iniziativa e non sono più quello che può ‘aggredire’ il piatto. Quando sono di posizione contro-rilanciare può essere un’opzione. Se però il giocatore che rilancia per primo ha una buona mano, allora rischio di subire un nuovo rilancio e di ritrovarmi a dover decidere se investire molte chips. Mi trovo quindi in una situazione difficile dove probabilmente ho già fatto un errore.

Per essere chiari, non sto dicendo che non ci sono delle mani con le quali chiamare pre-flop. Per esempio posso ‘limpare’ con mani come A-x suited (perchè potrei trovare un punto nuts), con delle coppie basse (ho la possibilità di trovare un tris al flop), con dei suited connectors se sono di posizione oppure anche una coppia alta (per nascondere la forza della mia mano).

 

Articolo scritto da Roy Winston “The Oracle” per Full Tilt Poker

Strategia Poker: Il concetto di Fold Equity Parte II

Posted on June 12th, 2010 in Strategia by admin
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La fold equity è anche un concetto molto importante durante i tornei, soprattutto quando la bolla si avvicina. Molti giocatori giocano chiusi perchè vogliono arrivare a premio e passano molte mani. A questo punto del torneo ci può essere sufficiente fold equity per giocare qualsiasi carta considerando che i tuoi avversari folderanno un alto numero di mani. Questo concetto può essere applicator anche quando sei già a premio, seppur in maniera inferiore, quando i tuoi avversari giocano chiusi per vincere un premio in denaro maggiore.

Tornando alla mano con Mike Sexton, cosa dovevo fare? Chiamare, passare o rilanciare? Se avessi chiamato mi sarei ritrovato nella stessa situazione se lui avesse puntato anche al river. Non penso che passare fosse la decisione giusta visto che c’erano anche buone chance che avessi il punto più forte (se Mike avesse avuto una coppia ed un draw per una scala per esempio). Anche se non partivo davanti avevo un discreto numero di out e le mie pot odds per chiamare erano superiori a 2-1. Sarei un una situazione davvero brutta solo se avesse avuto una scala. Se stavo giocando contro una over pair o un tris, avevo 6 out. Se aveva una doppia coppia, avevo 12 out. Alla fine ho deciso di andare all-in considerando che stavamo giocando un torneo e che probabilmente non voleva perdere tutte le sue chips in questo momento, e visto che avevo molta fold equity con questa mossa aggressiva. Dopo alcuni minuti di riflessione, Mike ha deciso di passare la sua mano.

Mike mi diede l’impressione che era davanti e infatti lo era visto che ho scoperto più tardi che aveva chiuso una doppia coppia al turn con 7-6. Sapevo che non avrei potuto fare quella mossa se non ci fossero state buone probabilità che lui avesse foldato. In tal caso avrei solo chiamato o passato. La mia puntata aveva molta fold equity e di conseguenza non potevo non giocare in questo modo.

La fold equity è un concetto molto importante sia nei ring game che nei tornei, soprattutto quando ti trovi in una delle situazione che ho appena descritto. Quando inizi a pensare alla fold equity che hai in una mano qualsiasi, allora stai cominciando a giocare a poker a un certo livello.

Articolo scritto da Andy Bloch per Full Tilt Poker

Strategia Poker: Il concetto di Fold Equity Parte I

Posted on June 8th, 2010 in Strategia by admin
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Durante il tavolo finale dell’evento 1 delle WSOP del 2008, il $10K Pot-Limit Hold ‘em Championship, mi sono trovato a dover affrontare una decisione difficile. Eravamo alla metà del final table con bui $20K/$40K. Avevo circa 2.2 milioni di chips e avevo una coppia di dieci in middle position. Ho rilanciato fino a $110K e sono stato chiamato da uno dei giocatori di buio, Mike Sexton, che aveva circa $100K in meno di me.

Al flop sono scesi 8-6-2 rainbow: Mike ha fatto check ed io ho puntato $125K con la mia over-pair ed un eventuale progetto di scala a incastro runner runner. Mike ha chiamato ed al turn è uscito un 7. Dopo una piccola attesa, Mike ha puntato $365K mettendomi in difficoltà. Poteva vincere con una over pair superiore come una coppia di jack o una doppia coppia oppure era in draw con una coppia di 9. Cosa devo fare in questa situazione? Potevo chiamare sapendo che mi sarei trovato di nuovo davanti ad una grossa decisione al river se avesse puntato di nuovo. Oppure potevo passare e uscire dalla mano. La vera domanda era: se avessi rilanciato era possibile che lui avesse foldato la sua mano?

Tutto questo mi serve per illustrare il concetto della fold equity. Per il nostro scopo, possiamo definire la parola ‘equity’ come le tue probabilità di vincere il piatto o quanto ti aspetti di vincere da quel piatto. In altre parole la fold equity è la probabilità di vittoria del piatto perchè il tuo avversario folda la sua mano.

L’esempio classico di fold equity è ogni volta che provi a fare un semi-bluff. Mettiamo che al flop tu abbia quattro quinti di colore ed una over-card. Il tuo avversario potrebbe non chiamare la tua puntata senza una coppia alta o qualcosa di meglio, però ci sono buone possibilità che tu sia in una situazione di coin flip con qualsiasi mano lui abbia. In questo caso andare all-in ti dà una fold equity perchè il tuo avversario chiamerà il tuo all-in solo alcune volte. I semi-bluff sono delle mosse molto forti proprio perchè hanno fold equity.

Hai anche molta fold equity quando giochi in maniera aggressiva pre-flop. Alcuni dei giocatori meno esperti non amano rilanciare pre flop con una mano con la quale non chiamerebbero un eventuale successivo controrilancio. Un giocatore esperto, però, rilancerà (ed alcune volte contro-rilancerà anche) con molte mani che non sempre partono come favorite davanti a un controrilancio. La fold equity rende proficue queste mani marginali. Naturalmente bisogna sempre tener presente che ci saranno numerosi situazioni dove dovresti passare queste mani se hai poche probabilità di rubare il piatto.

Articolo scritto da Andy Bloch per Full Tilt Poker

Come fare un grande Heads Up nel PLO Parte II

Posted on May 26th, 2010 in Strategia by admin
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Se giochi contro un giocatore chiuso non è molto difficile vincere con uno stile aggressivo, una volta che ti senti a tuo agio con il concetto di spingere con delle mani che molto spesso possono essere definite marginali. Se invece hai davanti a te dei giocatori più esperti ed anche aggressivi questo può essere più difficile, ma non significa che devi abbandonare il tuo stile aggressivo pre-flop. In questo caso diventa importante avere uno stile un pò più chiuso dopo il flop se le tue carte non hanno legato nulla.

Mettiamo che chiudi una doppia coppia su un flop come A-4-7 con due fiori. Il tuo avversaio fa check, tu punti e lui ti rilancia. Cosa fai? La risposta dipende molto dalla tua lettura e dall’esperienza passata con questo avversario durante il corso della partita. Pensi che sia in un progetto di punto? Sta bluffando? Avrebbe contro rilanciato con niente in mano oppure ti vuole spingere a fare una chiamata sbagliata sapendo che sei già ‘drawing dead’?

Con in mano solo una doppia coppia, la domanda da farsi in questo caso è: “quante mani giocate in questo modo posso realmente battere”? A meno che non pensi che il tuo avversario abbia al massimo un progetto di punto allora la risposta probabilmente è “poche”. In questo caso l’opzione più sicura è passare e cercare una situazione migliore. Sicuramente la decisione dipende molto dalla tua lettura dell’avversario e da quanto forte pensi che sia.

Per concludere la chiave per essere vincente in heads-up nel PLO è essere più ‘loose’ e giocare più mani prima e dopo il flop, e allo stesso tempo tener sempre ben presente come sta giocando il tuo avversario con te. Non dimenticare, il gioco chiuso va bene nei tavoli da 8-9 giocatori, mentre l’aggressività può darti ottimi risultati man mano che il tavolo diventa short-handed.

Articolo scritto da Brandon Adams per Full Tilt Poker

Come fare un grande Heads up nel PLO Parte I

Posted on May 23rd, 2010 in Strategia by admin
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Considerando che il Pot-Limit Omaha è un gioco nel quale il punto nuts può cambiare ad ogni street (come spesso accade), molti giocatori adottano una strategia molto chiusa quando si trovano in un tavolo da 9 giocatori. Questo significa che dovresti essere molto selettivo prima del flop e limitare il tuo range al 15% delle migliori mani iniziali per poi continuare dopo il flop se hai un draw forte oppure se hai chiuso un punto al flop.

Quando il tavolo diventa short-handed oppure sei in heads up, questa strategia non funziona. In queste situazioni potresti fare un grosso errore giocando troppo tight e potresti dare troppe opportunità ai tuoi avversari di rubare i piatti con dei rilanci pre-flop e delle continuation bet post-flop. In sintesi se vuoi vincere in heads-up, devi giocare più mani: questo significa giocare mani marginali ed essere più aggressivo.

Consideriamo una situazione nella quale un giocatore ha in mano 10-8-A-2 double suited ed al flop esce 10-8-2. Se ci troviamo in un tavolo di PLO da 9, molti giocatori inesperti rischiano di perdere tutto perchè il loro istinto è di mettere il maggior numero di chips nel piatto, forti del loro “punto”. Qui il problema è che forse la tua doppia coppia è la mano migliore al flop, però è raro che questo punto tenga contro i tuoi avversari. Infatti ci sono troppi modi per uscire sconfitto, partendo dai tris fino ai draw per una scala, un colore o un full.

Se ti trovi in heads up, la situazione è ben diversa. Mettiamo che la situazione sia la stessa di quella descritta poco fa. Proprio perchè l’aggressività è un elemento così importante in heads-up, allora è giusto in questo caso mettere tutte le tue chip nel piatto con quella che potrebbe essere la mano migliore. Visto che stai giocando ad Omaha è probabile che il tuo avversario abbia un draw importante, quindi puntando più chip possibili nel piatto ottieni un duplice risultato: il piatto aumenta quando è probabile che hai il punto migliore e non permetti al tuo avversario di vedere la carta successiva gratuitamente.

Naturalmente nel gioco heads-up essere aggressivi non significa solo puntare quando hai un buon punto in mano. Quando giochi in heads-up, soprattutto nell’ Omaha, devi essere molto più aggressivo prima del flop. Considerando il valore dei bui in heads-up, molto spesso i giocatori più esperti rilanciano continuamente quando si trovano in posizione di small blind. Questo è ancora più vero contro giocatori che non ‘aprono’ il loro gioco ed aspettano solo le mani forti.

Se rilanci ogni volta da piccolo buio contro un avversario chiuso e poi continui con una continuation bet delle dimensione del piatto, questa sarà una mossa profittevole anche se vinci il piatto solo la metà delle volte – al di là del fatto se hai chiuso o meno un punto al flop. Se il tuo avversario contro-rilancia prima del flop, allora puoi supporre che abbia una buona mano con due assi per esempio oppure 9-10-J-Q double suited, e questo ti potrà aiutare a definire il vero valore della tua mano dopo il flop. Se si limita a chiamare preflop per poi chiamare di nuovo o rilanciare al flop, possiamo nuovamente supporre che abbia un punto forte in mano e dobbiamo stare attenti.

Articolo tratto da Full Tilt Poker e scritto da Brandon Adams

Phil Ivey: Non leggere quest’ articolo parte II

Posted on May 17th, 2010 in Strategia by admin
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I tuoi avversari sono impauriti? Passano la mano sotto pressione? Sono molto aggressivi? Secondo me sono queste le cose importanti da considerare durante una mano.

È già stato detto ma è bene ripeterlo. Il poker non si gioca solo con le carte, ma bisogna considerare anche i giocatori e le situazioni. I giocatori vincenti sanno che a volte bisogna correre rischi. A volte hanno successo e a volte no. Che tu vinca la mano o meno, devi sempre giocare nel modo che ritieni più giusto.

Alla fine di una mano o di una sessione, rivedi le giocate e studia quello che hai fatto bene e sii onesto con te stesso sugli errori commessi. D’altra parte non devi analizzare troppo come avresti potuto giocare una mano, poiché questo può avere un impatto negativo su come affronterai la prossima mano o la prossima sessione. Identifica i tuoi errori, impara da essi e vai avanti. Se una giocata non è andata come avevi pensato non vuol dire che era sbagliata o che non dovevi provarla. Come ho già detto, ci sono cose che puoi imparare solo giocando.

Questo quindi è il mio consiglio. Leggi questo articolo. Leggi gli altri articoli e i libri di poker. Parla con gli amici. Assorbi più informazioni che puoi. Alla fine però devi avere fiducia nel tuo istinto e giocare il gioco che si adatta meglio a te – non a qualcun altro.

Articolo scritto da Phil Ivey per Full Tilt Poker

Phil Ivey: Non leggere quest’articolo parte I

Posted on May 16th, 2010 in Strategia by admin
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Riguardo ai consigli sul poker, la mia opinione è molto semplice: cercali, assimila le informazioni, ma quando sei al tavolo, dimentica tutto.

Sono fermamente convinto che il gioco si impari giocando. Non dico che non ci siano grandi risorse che possono aiutarti a migliorare il tuo gioco, o che i libri sul poker e le lezioni siano inutili. Sono utili, ma il problema è che molte persone che si affidano a questo tipo di aiuti finiscono per giocare a poker come qualcun altro, o come tutti gli altri - il che è peggio.

Una delle cose che fanno grande il poker è che non c’è nessun modo davvero giusto o sbagliato di giocarlo. Ogni giocatore ha il suo approccio al gioco e la chiave, secondo me, è prendere le cose che impari da altri giocatori e fonderle in uno stile di gioco che funzioni per te.

Ci sono alcuni giocatori che hanno un approccio molto matematico al gioco, e questo funziona per loro. Queste persone studiano le odds e prendono una determinata decisione se ritengono di pagare il giusto prezzo per investire le loro chip nel piatto. Questo è uno stile di gioco solido, ma il fatto è che non è un approccio che funziona per tutti. Inoltre anche il migliore di questi giocatori ti dirà che la matematica può aiutarti fino a un certo punto.

Calcolare le odds può certamente aiutarti a capire se stai facendo una mossa intelligente, ma queste non tengono conto di chi stai sfidando. Molte volte puoi fare tutti i calcoli che vuoi ma poi la tua decisione viene fuori da qualcosa di intangibile e dalle sensazioni che hai su un avversario o su una situazione che stai affrontando. Il mio avversario ha davvero un punto? Posso fargli passare la mano? Mi sto mettendo nei guai? Anche se le odds dicono che dovresti giocare, l’istinto può dirti qualcos’altro e questa è un’abilità che puoi sviluppare solo giocando.

Dipendere troppo dai consigli degli altri può anzi rendere più difficile lo sviluppo della capacità di lettura degli avversari, perché ti crea confusione. Ti focalizzi così tanto sulle odds, sulle probabilità e sulle strategie fino a dimenticare che stai giocando contro qualcun altro e che devi capire quello che sta facendo..

Articolo scritto da Phil Ivey per Full Tilt Poker

Rossi: “Nell’Omaha High/ Low bisogna puntare in alto” Parte II

Posted on May 10th, 2010 in Strategia by admin
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Omaha: Al turn è uscito un due. Anche questa era un’ottima carta per me perchè se un giocatore aveva in mano A-2, avrebbe chiuso una doppia coppia più bassa della mia e difficilmente avrebbe passato la sua mano. Infatti il primo giocatore ha puntato e tutti hanno chiamato. Il mio unico dubbio era se un giocatore avesse K-10, però non potevo credere a questa possibilità considerando il modo in cui si era sviluppata la mano fino a quel momento. Ho deciso quindi di rilanciare visto che ero convinta che il primo giocatore avesse A-2 e tutti gli altri avessero carte basse con le quali speravano di prendere il piatto low. Il primo giocatore ha pensato per molto tempo e alla fine ha deciso di chiamare e questo mi ha confermato che non aveva K-10. Gli altri giocatori lo hanno seguito chiamando.

Al river è uscita una carta bellissima, una donna, che mi ha fatto chiudere un full. I primi due giocatori hanno fatto check, il terzo ha puntato e il quarto ha rilanciato! Non c’era nessuna scala reale e l’unica mano che mi poteva battere era una coppia d’assi. Per il modo in cui era stata giocata la mano ho pensato che nessuno potesse avere una coppia d’assi, quindi ho deciso di contro-rilanciare. Alla fine tutti hanno foldato e ho vinto un grosso piatto di quasi 5.000 chip.

La lezione da imparare è che non bisogna sempre giocare una mano allo stesso modo: devi usare l’elemento sorpresa per ottenere la massima ‘equity’. Se ci sono tanti giocatori che partecipano a una mano di Omaha Hi/Lo, questo significa che il board non presenterà molte carte basse. Se hai una mano forte con delle carte alte dello stesso seme allora devi giocare questa mano perchè ti può far vincere il piatto intero.

Articolo scritto da Esther Rossi per Full Tilt Poker

Rossi: “Nell’Omaha High/ Low bisogna puntare in alto”

Posted on May 9th, 2010 in Strategia by admin
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Tutti sanno che nell’Omaha Hi/Lo la cosa migliore è iniziare con delle carte basse, per avere la possibilità di vincere l’intero piatto. Infatti il sogno di chi gioca Hi/Lo è quello di vincere sia il piatto alto che quello basso.

Alcune volte però è consigliabile giocare anche le mani con sole carte alte. Voglio portare ad esempio un torneo di HORSE dove le circostanze erano perfette non solo per giocare una mano con sole carte alte, ma anche per rilanciare con queste prima del flop.

La mia mano era Aq – 10q – Jf – Qf ed ero nella posizione di cut-off. Il livello era il 100/200 di Omaha Hi/Lo quindi i bui erano 50 e 100. Il primo giocatore a parlare ha deciso di chiamare, e i tre giocatori dopo di lui hanno fatto la stessa cosa, quindi i primi quattro giocatori si sono limitati a chiamare. Mi trovavo con delle carte alte double suited e avevo la reputazione di giocatrice solida che rilancia con delle mani iniziali forti, cioè con un ottimo potenziale low. Rilanciando da questa posizione, tutti i  miei avversari avrebbero pensato che io avessi una mano con A-2. Questo è uno dei motivi per giocare occasionalmente una mano con sole carte alte, per l’effetto sorpresa.

Con tutti quei giocatori che si erano limitati a chiamare, inoltre, era molto probabile che molte carte basse non fossero più nel mazzo, considerando che la maggior parte di giocatori di Omaha Hi/Lo giocano solo mani che contengono carte basse. Di conseguenza le probabilità di vedere tre carte basse al flop erano poche. Proprio per questo motivo ho rilanciato fino a 200. I miei avversari devono subito aver pensato che avessi A-2 in mano e tutti i  ‘limpers’ hanno chiamato confermando il fatto che avevano tutti carte basse.

Al flop è uscito quello che speravo: A-Q-J con due quadri. Quindi avevo doppia coppia (o se volete tre coppie) con una scala reale ad incastro. Tutti i giocatori prima di me hanno fatto check, io ho puntato 100 e tutti e quattro hanno visto la mia puntata.

Articolo scritto da Esther Rossi Full Tilt Poker