Strategia: Rilanciare è meglio …. che chiamare Parte I
A meno che tu non abbia un monster draw oppure stia facendo ‘slow play’ con una grossa mano, chiamare è spesso la decisione sbagliata. Infatti spesso occorre una mano più forte per chiamare che per rilanciare.
Una delle domande che sento spesso mentre mostro la mia mano è “hai rilanciato con questa mano”? Puoi rilanciare con qualsiasi mano però per fare una semplice chiamata devi avere belle carte.
Quando sono uno degli ultimi a parlare e il giocatore prima di me rilancia, penso subito al fatto che stavo giusto per farlo io. Il fatto è che rilanciare in un piatto dove non c’è stata nessuna chiamata o rilancio ti mette in una posizione di controllo, mentre chiamare un rilancio non è una buona decisione per diversi motivi.
Per prima cosa probabilmente ho una mano inferiore a quella del mio avversario. Ho perso la possibilità di prendere l’iniziativa e non sono più quello che può ‘aggredire’ il piatto. Quando sono di posizione contro-rilanciare può essere un’opzione. Se però il giocatore che rilancia per primo ha una buona mano, allora rischio di subire un nuovo rilancio e di ritrovarmi a dover decidere se investire molte chips. Mi trovo quindi in una situazione difficile dove probabilmente ho già fatto un errore.
Per essere chiari, non sto dicendo che non ci sono delle mani con le quali chiamare pre-flop. Per esempio posso ‘limpare’ con mani come A-x suited (perchè potrei trovare un punto nuts), con delle coppie basse (ho la possibilità di trovare un tris al flop), con dei suited connectors se sono di posizione oppure anche una coppia alta (per nascondere la forza della mia mano).
Articolo scritto da Roy Winston “The Oracle” per Full Tilt Poker